Titolo Pininfarina bloccato per troppo rialzo. Dalle banche potrebbe arrivare il sì a Bolloré

Pininfarina è stata sospesa per eccesso di rialzo, dopo che aveva fatto segnare un progresso teorico del 22,7%. Intanto, le banche creditrici hanno dimostrato entusiasmo per il piano presentato da Vicent Bolloré, sebbene quest’ultimo debba ancora fare tutti i passi formali dell’offerta al fine di rilevare le quote di maggioranza della società in questione.

Nell’agosto 2008 il gruppo torinese aveva preso accordi con le sette banche creditrici, ossia UniCredit, Intesa Sanpaolo, Italease, Ubi, Mps, Selmabipiemme e Fortis) per ristrutturare un debito pari a 600 milioni di euro. La famiglia Pininfarina avrebbe dovuto mandare un advisor per la cessione del pacchetto azionario che poteva avvenire tanto sul mercato quanto con trattativa privata. Nel settembre 2009, in seguito alla ricapitalizzazione della società in questione, il mandato era stato ufficializzato a Banca Leonardo, sebbene non siano mancate varie proposte da parte di terzi avanzate alla società. Tra queste, quella di Bolloré che ha solidi rapporti con la famiglia Pininfarina. Si era già assicurato l’opzione sul 100% della joint venture che era stata creata per la costruzione dell’auto elettrica, e aveva affittato uno stabilimento della Pininfarina per produrre Bluecar.

Adesso Bolloré dovrebbe presentare, in tempi brevi, una formale proposta per acquisire la quota in pegno alle banche. La società Pininfarina è controllata dalla famiglia con una quota di maggioranza del 77,289%, sebbene l’intera partecipazione della famiglia Pininfarina è comunque a pegno alle banche creditrici, come lo è anche 100% della holding che controlla la società, la Pincar.

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